DONNE IN CUCINA

"Adesso sarai povero il resto della tua vita" a cui Babette rispose: "Un artista non è mai povero"
Perché ci sono poche donne nelle cucine?
Le cucine domestiche, di solito sono gestite da donne, ma quando cucinare significa una carriera, regnano gli uomini, come se le donne fossero destinate allo spazio privato, non pubblico. 
Nel capitalismo il nostro corpo è usato per vendere ogni tipo di merce. Mostrato per il piacere maschile, ma quando la donna non ha questi fini è più facile che il suo lavoro non emerga. Dunque le donne cuoche appaiono di meno degli uomini.
Il mondo è maschilista. Non solo la cucina.
Il maschilismo è una struttura della società, non un problema individuale, molto meno di una professione in particolare.
La mancanza di uguaglianza negli stipendi, cosi come la poca riconoscenza, fanno parte della professione per molte le donne. 
Nei ristoranti sofisticati le donne sono poche, mentre nelle mense sono la maggioranza. 
Ovvio che ci sono ristoranti dove la differenza fra i professionisti è questione di abilità e talento, ma nella maggior parte delle cucine, anche il diritto al rispetto è maschile, mentre la donna se lo deve conquistare, ignorando le battute sulle mestruazione e cose del genere.
Non è perché una frase stupida, viene seguita da una risatina che non è più maschilismo!
Non cuciniamo con le ovaia, noi!
Anni fa risposi a una giornalista di non subire maschilismo nel mio lavoro. Almeno per come lo percepivo allora. Ero una delle proprietarie del ristorante, ma questo non mi salvava dalle dure condizioni sociale in cui vivevo e lavoravo. Ero economicamente messa fuori gioco.
La violenza sulle donne non è solo fisica, ma anche psicologica ed economica.
A ogni donna serve un tempo, per comprendere che subisce maschilismo. Il mio tempo arrivò quando nel momento più critico, provai a tenere assieme i pezzi del mio ristorante, fino a che me ne andai via, come se il mio pianeta mi fossi esploso alle spalle. Non fu una opzione, ma l’unica alternativa al suicidio.
Il master sul maschilismo fu per me tornare sul mercato del lavoro. Nelle brigate di cucina. Allora fu tutto più chiaro, più difficile. Meno accettabile di quando ero una ragazzina.
Arrivare in una cucina piena di maschi, va oltre la naturale insicurezza, di entrare in un posto nuovo, con persone sconosciute. In cucina, occupi un spazio che non è stato creato per te. 
Logico che mi sguazzavo nella sindrome dello impostore! Sindrome che colpisce più le donne che gli uomini, più donne nere che bianche, perciò fateci due conticini.
Qualcuno osannava la mia bravura, ma per me sembrava già una vittoria essere assunta. 
La lista dettagliata del maschilismo vissuto, lascio per un prossimo post. Preferisco puntualizzare che il tesoro in questa esperienza è stata la soddisfazione di capire quanto valgo, in questo mestiere bello, ma anche duro, ostile, pesante,  un tantino militare, temperature alte, con gente che corre da tutte le parti, come in un balletto dinamico di persone forti e decise, con grida e tensione. Nulla a che fare con l’aurea angelica dei piatti che arrivano a tavola.
Il meraviglioso mondo gastronomico, delizioso per gli occhi e il palato di chi è fuori dalle cucine, può essere tossico per noi donne, cosi molti posti in questa società.
In cucina il sudore è disuguale. Le migliori cuoche sono apostrofate dal marketing come “eccezionali”, ma eccezionali sono pure quelle che si sono fermate in mezzo alla salita, per gravidanze, stanchezza, denaro… Sono eccezionali tutte le donne che hanno osato mettersi ai fornelli o agli impasti, in questo mondo di uomini. 
Per essere protagoniste in una società di persone libere, è necessario che le donne siano riconosciute e accettate come uguali.

Portugues:
Porque são poucas as mulheres nas cozinhas?
Cozinha enquanto lugar domestico, geralmente è gestida por mulher, mas quando cozinhar significa uma carreira, reinam os homens, como se mulheres fossem destinadas ao espaço privado, não publico.
No capitalismo o nosso corpo è usado para vender todo tipo di mercadoria. Mostrado para o prazer masculino, mas quando a mulher não tem estes fins è mais facil que seu trabalho permaneça na sombra. Mulheres cozinhiras aparecem menos.
O mundo è machista. Não sò a cozinha.
O machismo è uma estrutura da sociedade, não um problema individual, moito menos de uma profissão em particular.
A falta de igualdade nos salarios, assim como o pouco reconhecimento, fazem parte da profissãopara muitas mulheres.
Nos restaurantes sofisticados as mulheres são poucas, mas nos refeitorios são a maioria.
Obvio existem restaurantes onde a diferença entre profissionais è questão de abilidade e talento, mas na maior parte das cozinhas, atè o direito ao rspeito è masculino, enquanto as mulheres devem conquistalo, ignorando piadinhas sobre menstruação e coisas do tipo.  
Não è porque è seguida por uma risadinha, que deixa de ser machismo!
Não cozinhamos com os ovarios!
Anos atraz, respondi a uma jornalista que não sofria machismo no meu trabalho. Almenos era o que eu percebia na epoca. Era uma das proprietarias do restaurante, mas isso não mi salvava das duras condiçoes em que eu vivia e trabalhava. Eu era economicamente extrometida.
A violencia contra mulher, não è sò fisica, mas tambèm psicologica, tambèm  economia.
Cada mulher tem seu proprio tempo, para entender que sofre machismo. Meu tempo chegou, quando no momento mais critico, tentei manter unidos os pedacinhos da mia empresa, atè che fui embora, como se o meu planeta tivesse explodido às minhas costas. Não foi uma opção, mas a unica alternativa ao suicidio.
O mestrado sobre o machismo, foi voltar ao mercado de trabalho, nas brigadas de cozinha. Foi tudo mais claro, mais dificil. Menos aceitavel de quando eu era uma garotinha.
Chegar em uma cozinha cheia de homens, vai alèm da natural insegurança  de entrar en un lugar novo, com pessoas desconhecidas. Na cozinha ocupi um espaço que não foi criado para você.
Lògico que rolava a sindrome do impostor! Sindrome que afeta mais mulheres que homens, mais mulheres negras que brancas. Immagina como eu estava!
Alguns osanavam minhas qualidades, mas para min, era ja uma vitoria ser admitida.
A lista detagliada do machismo vivido deixo para un prossimo post. Prefiro pontualisar que o tesouro dessa experiencia, foi a satisfação de entender meu valor, nessa profissão bonita, mas tambèm dura, ostil, pesada, um pouquinho militar, com temperaturas altas e gente correndo pra todo lado, como em un balè dinamico de pessoas fortes e decididas, con gritos e tensões. Nada a ver con a aurea angelical dos pratos que chegam à mesa.
O maravilhoso mundo gastronomico, delicioso para os olhos e o paladar de quem esta fora das cozinhas, pode ser toxico para nòs mulheres, assim como muitos lugares nesssa sociedade.  Na cozinha o suor è desigual. As melhores são apostrofadas como “ecepcionas”, mas ecepcionais são tambèm todas aquelas que pararam no meio da subida, por gravidez, canssaço, dinheiro… São ecepcionais todas as mulheres que ousaram botar as mãos na massa, nesse mundo de homens.
Para sermos protagonistas em uma sociedade de pessoas livres, è necessario que as mulheres sejam reconhecidas como iguais.



Mary Valeriano

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