CUOCHI DEL MONDO REALE


Vuoi sapere qualcosina sul mio lunghissimo pellegrinaggio lavorativo a Firenze?
Allora siediti, che il testo è lungo, con stile Bourdaniano. Non sprecherò il mio tempo facendo la simpatica, come se fossi in una rubrica Gambero Rosso.
Questo è il post di una cuoca del mondo reale, quindi può nuocere ai perbenisti:

Sono rimbalzata da un lavoro al’altro, con paghe da schifo. Spesso con la metà in nero, e (vi giuro che è vero) anche totalmente in nero! Il che significa niente assenze per malattie o ferie, dove saltare un giorno di lavoro significa non avere più un lavoro e rincominciare la trafila tutta da capo, trovando lavoro in un’altra cucina sporca e male attrezzata.
Ah! Le cucine peggiori, spesso sono in ristoranti che al pubblico tutto appare splendido splendente.
Dimentica le rubriche delle riviste gastronomiche. Chi conosce per davvero il back stage della industria del ricevimento, nella sua totalità, è chi ci lavora dentro.
Ho lavorato in ristoranti di lusso con orari da schiava.
Ho lavorato pure in ristoranti “acchiappa turisti”, dove più che le conoscenze tecniche o il talento, conta soltanto la capacità di resistere.  Seppellire ogni giorno le semplici piccole gioie del cibo preparato alla perfezione, per produrre grandi quantità in meno tempo.
Vi confesso che giorno dopo giorno la speranza svaniva dal mio cuore e mi germogliava dentro un rancore, che non poteva esprimersi, ma che non voglio tenermelo dentro. 
I cuochi del mondo reale sono gente sudata e abbrustolita dai vapori dei fornelli, reperibili, flessibili, produttivi, disponibili. Molti tirano avanti, trascinando ogni giorno le carcasse doloranti giù dal letto, strisciando nei vestiti, e andando a lavorare sottopagati, in cucine maleodoranti, dove l’ambiente e il regime che li governa sono opprimenti. Tutto ovviamente nascosto oltre il velo dello splendido splendente.
I cuochi del mondo reale spesso sono frustrati, sfruttati, consumati, spacciatamente malpagati.
Si sopporta tutto, solo per poter permettersi di continuare a sopportare. Continuando a vivere un giorno alla volta, finché si può.
Ah! Sono sempre una donna in un mondo di maschi, perciò la prossima parte la dedicherò alla misoginia e al maschilismo... Vi aspetto al prossimo post.

Portugues:
Quer saber sobre a minha longa pelegrinagem de trabalho em Florença?
Senta, que la vai testão com stilo “Bourdainiano”. To nem doida de perder tempo com malabarismos de simpatia, tipo aquelas cronicas do Gambero Rosso.
Esse è o post de uma cozinheira do mundo real. Não endico para engomadinhos:

Passei de um trabalho ao outro, com salarios baixissimos, as vezes com metade do pagamento por fora e (acrediteme se quizerem) atè sem carteira assinada! O que significa nenhuma ausencia por doença, ou ferias. Faltar um dia de trabalho era não ter mais um trabalho e iniciar tudo de novo, encontrando trabalho em uma outra cozinha suja e mal aparelhada.
Ah! As piores cozinhas muitas vezes estão em restaurantes onde tudo parece esplendido e esplendente.
Esqueçam as cronicas das revistas gastronomicas. Quem conhece realmente o back stage dessa industria è quem tar alando la dentro.
Trabalhei em lugares luxuosos com horarios de quase escravidão.
Trabalhei tambèm em restaurantes “pega turistas”, onde mais do que conhecimentos tecnicos e talento, contam a capacidade de resistir. De enterrar todos os dia as simples e pequenas satisfações da comida perfeitamente preparada, para produzir grandes quantidades em menos tempo.  
Confesso que a cada dia a esperança minguava no meu peito. Mi nascia un rancor, que não podia exprimir, mas que me nego a guardar so para min.
Os cozinheiros do mundo real, são pessoas suadas, com a pele requentada pelo vapor dos fogões, reperiveis, flexiveis, produtivos, disponiveis. Muitos empurram os dia com a barriga. Arrastando as carcaças doloridas para fora da cama, dentro dos uniformes e indo trabalhar mal pagos, em cozinhas mal odorosas, scom ambiente e o regime de trabalho oprimentes. Tudo obviamente escondido atraz do vèuzinho esplendido esplendente.
Os cozinheiros do mundo real muitas vezes são frustrados, consumados, eclatantemente fodidos e mal pagados.
Si suporta tudo, somente para para poder continuar a suportar. Continuando a viver un dia de cada vez, enquanto dà.
Ah! Sou sempre uma mulher em un mundo de machos, por isso a prossima parte dedicarei à misoginia e ao machismo... Espero vocês no proximo post.


Mary Valeriano

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