Celebrity Food, il mio personale Olimpo

Non ci posso credere! Con in faccia la espressione da ebete più plateale della vita, frugavo nella mente, cercando la risposta a una domanda in una “intervista”. 
Mi è stato chiesto il nome di un chef che io mi ispirassi. Qualcuno con cui mi piacerebbe stare in cucina per imparare, tipo stage.
Certo che in questo lavoro non si smette mai di imparare, ma non sono più in età da stage e non perdo la testa con le celebrity-food. 
Chi mettere sul mio altarino in pochi secondi?!
Sapevo che dovuto all'ansia, per ogni domanda arrivata prima e dopo quella, avrei trovato la risposta più intelligente il mattino seguente. 
Pensa di qua. Pensa di la... 
In testa avevo solo nomi brasiliani! "Accidenti! Siamo in Italia! Mò che dico?!”
"Nessuno” ho risposto, pur sapendo non fosse la risposta che si aspettavano. 
Mi sono sorpresa io stessa, per non aver tirato fuori dalla bocca un nome italiano! Bastava un nome, ma non usciva!
Il mattino seguente, nella mia cucina, col caffè che scendeva dal filtro brasiliano, la mia mente andava a “seu Luiz”, contadino brasiliano di mandioca. Gli avevo fatto da traduttrice a Terra Madre anni fa.  Avevo le lacrime agli occhi, con le sue parole entravano nelle mie orecchie in portoghese e uscivano dalla mia bocca in italiano. Lui fiero fra un agricoltore canadese e un indio ecuadoregno, raccontava della sua piantagione. Era pura magia. Merito della chef Teresa Corção, che con la Fondazione Maniva, riscatta la tradizione dei piccoli molini artigianali di mandioca rendendo fieri i contadini, creando posti di lavoro, creando fierezza... Teresa è una donna che trasforma il mondo attraverso il cibo. Un altro che ammiro molto è Rodrigo Oliveira col suo ristorante in cui la semplicità impera sovranna con la cucina nordestina brasiliana a São Paulo. Ma la regina del mio Olimpo è RobertaSudbrak, che ha il prodotto come centro del proprio lavoro, la stagionalità come credo assoluto e la brigata fatta di ragazzi di quartieri disagiati, che adesso girano il mondo che porta la cucina brasiliana in tutto il mondo.
Ammiro gli uomini e donne comuni che col proprio lavoro cambiano il mondo, riscattando tradizioni che altrimenti sarebbero perdute, riscattando persone che altrimenti sarebbero invisibili.
E bene si. Ho il mio olimpo delle food celebrity, ma sono certa che in Italia ci siano cuochi che ragionano esattamente come loro, soltanto che per mio dispiacere non li ho ancora conosciuto.
Ammiro i cuochi che guardano la cucina come luogo non solo di trasformazione di ingredienti, ma anche trasformazione di persone. Con questi vorrei stare in cucina, imparare e collaborare. Con questi amerei condividere questo lavoro che ci permette di fare la differenza, se riusciamo a vedere in un tubero il futuro del mondo.

Mary Valeriano

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