Dove ci porta il cuore? In luoghi favolosi.

Ormai giriamo per le città guidati dalle guida. Seguendo consigli food/travel anche di persone che fino a poco tempo fa, vedevano il cibo come qualcosa da schiaffare in bocca per sfamarsi. Più o meno come si fa col pieno di benzina in stazione di servizio. Gente che adesso corre in nostro soccorso "aiutandoci" a godere la vita. Difficilmente scopriamo qualcosa per caso, sia per i luoghi da mangiare, che da visitare.
Cosi la mattinata de 14 Luglio, camminavo con un amico per le vie di Firenze, evitando accuratamente qualsiasi consiglio o guida.
Firenze è una città affascinante, che ci offre la propria bellezza ad ogni posso, svelandosi ai nostri occhi, con l'aria ricca di atmosfere magiche.
I vicoli percorsi camminando. Le strade percorse in vespa. Sapevamo dove andare. Ci trasportava il karma al nostro destino, fatto di decisioni prese al momento.
Il mio accompagnatore, un fiorentino DOC, con la musicalità dell'accento fiorentino, colmava l'aria attorno a me di racconti storici. Quando i particolari a me descritti, sembravano stessero per fare traboccare il bicchiere, lo riportavo alla semplice realtà e la bellezza del qui e ora. 
E bene si. A volte non digerisco la troppa informazione. Ho una mente semplice, io. 
Confesso che ho anche paragonato le gogne inflitte dai fiorentini ai loro nemici, con le guerre fra gang. Tanto amici miei, la violenza si somiglia in ogni epoca e parte del mondo.
I capitoli sanguinosi di qualsiasi storia mi fanno strano, ma l'Italia è anche questo. L'Italia è anche ascoltare i racconti a campanilistici delle città. I fiorentini in questo sono fieramente precisi e gli amo anche per questo, ma ci sono momenti in cui ai dettagli di fiorentini che sputavano ai pizzani, preferivo guardare i cavali dei vigili, che ho notato essere personaggi graditissimi nei selfie dei turisti.
In mezzo al camin dei giri turistici, il mio vestitino azzurro s'incollava al corpo, dal caldo umido che avvolgeva la città. 
Ogni volta che risalivamo in sella era automatico che sorridevo.
Con la velocità trovavo sollievo. L'aria sembrava più fresca e il gusto sapeva di libertà.
Sfrecciando fra i gironi danteschi del traffico cittadino, il venticello a lambirmi in faccia e sulle gambe, rinfrescando l'anima di felicità.
Ho scoperto botteghe di artigiani al lavoro, piazzette accoglienti, il mercato, tanta roba...
A un certo punto, la voglia di bere qualcosa di fresco, ci ha spinto ad entrare in uno dei tanti locali per dissetarci.
La prima cosa che ho notato entrando, è stato il cemento a vista, tipico dello stile post industriale. Poi una cosa che mi colpisce in un locale è quando noto persone che lavorano felici. Li questo era evidente.
Mentre l'amico fiorentino ordinava il succo di frutta per cui tanto bramavo, i fornelli a induzione dietro al banco del bar, hanno avuto tutta la mia attenzione, 
In una pentola un polipo a bollire. Sul banco da lavoro un arrosto ancora legato e probabilmente ancora caldo.
Ci siamo diretti nel salone di fianco, con i bicchieri enormi pieni di succo e mi è scattato l'instante di contemplazione!
Quasi non credevo ai miei occhi! C'erano orchidee che pendevano dal tetto, con le radici al vento! Curate amorevolmente da un ragazzo, in un balcone attorniato di fiori.
Io sbigotita ascoltavo dal mago/fioraio che sono orchidee Vanda e come prendersi cura di quelle radici all'aria, che campavano senza terra, ma di spruzzi d'acqua e tanto amore.
Ci siamo seduti a sorseggiare il succo e a farci abbracciare dall'atmosfera di quieta bellezza.
Tavolini e sedie erano oggetti di recupero. L'antico e il design moderno convivevano talmente ben coordinati che i miei occhi spaziavano con gioia per tutto il locale. 
Eravamo entrati per caso karma in un concept-restaurant,  "La Menagere", che fa anche da bar, fioraio, negozio per articoli casalinghi e oggetti di design.
Tutto questo 14 Luglio, rivoluzione francese.
Arrivare in un luogo semplicemente magico, senza guide o consigli gastrofighetti è per me segno che l'universo mi ama. 
Esistere comporta diverse rivoluzioni, più individuali che collettive, perciò esistere non è facile. Io che sono in piena rivoluzione, ho pensato che quello fossi un posto magico in cui progettare la propria rivoluzione personale. Credo che ci tornerò un'altra volta a cena, perché li mi sono sentita protetta. Abbracciata dalla bellezza.
Se vi sto consigliando di andare li? 
Fatte come vi pare, tanto ogni uno ha il pellegrinaggio che si merita, lo avevo già detto prima qui. Lo so che mi ripetto.
Quello che vedo e vivo lo racconto.
Quanto a voi, andate dove vi pare con l'animo aperto e il cuore vi porterà quello che cerchiate. 
E anche questa volta ho vloggato!

Mary Valeriano

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