Essere donna e cuoca non è poi cosi strano

Gestisco un ristorante e sto ai fornelli, eseguendo portate,dando ordini, guidando gli altri, fino all'ultimo tavolo da servire.
A fine servizio, odorante di cibo e stanca, mi riassesto e faccio tutte le altre cose che mi compongono come donna.
Fra cucina, figli, conti che non sempre tornano, dispute che non sempre vinco. Svincolandomi fra uomini, che non sempre coincidono, fra quelli che voglio io e quelli vogliono me. Mi rendo conto che sono una donna incasinata, forse più di altre. Certamente non rappresentata da come ci raccontano noi donne.
La cronaca nera è pregna delle brutte storie sulle donne, mentre dall'universo parallelo di riviste femminili e programmi TV, piovono consigli su come essere donne. Supposizioni su come dobbiamo agire, pensare! Tutto con un non sense, tipo maionese impazzita!
È normalità la misoginia nelle pubblicità con donne infantilizzate,
patologizzate, possedute come cose, per venderci merce e rinforzare i privilegi degli uomini su di noi.
La suddetta maionese, specchio dell'attuale società fallocentrica,
prega che dobbiamo apparire come veniamo mostrate, altrimenti rischiamo di vedere la nostra femminilità sminuita.
Avere una vagina non ci salva dall'accusa di essere poco femminili.
Tutti i media a dire le stesse cose: Che dobbiamo preoccuparci con l'opinione degli uomini su di noi, tanto per ricordarci il “diritto” maschile di inferiorizzare le donne per l'apparenza, scelte di vita, ecc...
A quale donna non è mai piombata in testa la zampata misogina del tizio a cui non va a genio?
Tranquille. Non serve l'alzata di mano, tanto la risposta già la sappiamo. Qualsiasi nostra mancanza, pettegolezzo su di noi, scelta di abbigliamento, relazioni, decisioni “sbagliate” e bingo! Non sei più nella categoria della “donna per bene”.
Vi consiglio la eloquente lettura di Camilo Langone sulle donne cuoche. D'inizio mi ha fatto arabiare, ma poi ho capito che Il suo toccare tasti bollenti è una provocazione che potrebbe aprire un ricco dibatito, cosa che purtroppo non è successo. 
Lui che si autodefinisce forse ironicamente misogino, propaga l'idea
che le donne, naturali accuditrici di mariti e figli, siamo inadeguate agli ambienti “virili”, all'arduo lavoro e le decisioni difficili, come la gestione di una cucina da ristorante, a meno che non mantengano l'aria maternale-femminile che “dobbiamo” avere. Mai che il focus vada alle capacità di leadership, competenze culinarie, qualità dei ristoranti... Sembrerebbe che sia un guaio non somigliare al copione prestabilito per noi. Nulla sul fatto che i motivi per cui i ruoli di comando nella ristorazione, siano occupati più da uomini che da donne, siano simili per gli tanti altri settori di lavoro.
Che poi la donna si impegni anche nella procreazione e cura della prole e sia capace di fare tanto, se ha le condizioni per farlo, sarebbe più da lodare, che da sdegnare, ma questo lo penso io.
È pure vero, che molte volte, noi femmine stakanoviste, andiamo oltre ai nostri limiti, sopprimiamo le emozioni, nascondiamo le fragilità e agiamo da dure, per demolire i pregiudizi che insistono in metterci all'angolo. In cambio spesso veniamo ripagate con le etichetta di troie, marescialle, o qualsiasi nomignolo sessista serva a sminuire autorità e competenze della donna.
Che poi la classica inferiorizzazione della donna, sia di una noia
mortale, non ferma i sessisti nell'arduo lavoro in difesa del patriarcato nella società.
Non sarà che i  sessisti si credono superiori agli esseri possessori di vagina?
Calcano la mano sulla gerarchia fra maschio e femmina, sminuendo la donna, col fine che lei sentendosi sminuita, di conseguenza cercherà di compiacerlo per ottenere l'approvazione. Perché questo è tutto ciò che noi donne vogliamo, vero?
L'approvazione del maschio!
La misoginia è direttamente collegata alla oppressione da cui nascono le aggressività contro le donne.
I fomentatori misogini con i loro rigurgiti pseudo-ironici ci
ricordano, che pure indaffarate, non possiamo dimenticarci di combattere gli stereotipi di cui è pregna la nostra società.
Non butteremo giù il patriarcato dal giorno alla notte, e non so nemmeno se serve buttarlo giù, ma una equilibratina basica alla disuguaglianza dei generi non guasterebbe.
I diritti delle donne vanno di pari passo con la rottura degli stereotipi.
In qualsiasi modo ci poniamo nella vita, differiamo da come ci raccontano i media, e dalle parole dei misogini, perciò raccontiamoci, più che farci raccontare dai maschi, visto che la femminilità è nostra e ce la gestiamo noi, cosi come l'utero e tutto il resto.
Essere donne, va oltre alla apparente sensualità o sembianze madornali, due lati della femminilità che ci trasformano in un prodotto più facilmente consumabile dai maschi, ma noi siamo più di questo.
La donna è femmina, con o senza tacchi. Femmina sia che profumi Dior o di aglio. Femmina, quando sbatte i pugni sul tavolo, perché accade anche questo.
Femmina, anche quando il maschi ci danno addosso, sia con la violenza fisica, psicologica o parole scorrette.
Quando ci trattano male, non è perché abbiamo fatto (o non fato) qualcosa, ma spesso è soltanto perché siamo donne.
Non è la riproduzione di concetti misogini a determinare chi siamo.
È necessario lo scambio di idee fra uomini e donne, per capire fino a che punto la relazione con ciò che “dobbiamo” sembrare sia di fatto giusta e non un giocatolo in mano a un complesso sistema che vuole confonderci, farci rinunciare al nostro ruolo nella società, al nostro lavoro. 
Noi donne cuoche e le donne di tutte le professioni contribuiamo alla costruzione di una realtà più giusta. Ogni una di noi, con le nostre particolari esistenze, ogni una a modo nostro, siamo pezzi del puzzle che tiene saldo un paese quasi allo sbaraglio.
Anche con le nostre brutte storie da raccontare. Ricordiamoci che proprio perché siamo donne, sappiamo tramutare tutto in bellezza, perché belle siamo noi.
Non mollare mai, e ridere di gusto è la mia ricetta per l'anno nuovo. 
Buona vita a tutti.

Mary Valeriano

1 commento:

  1. Un racconto davvero importante il tuo, condivido, brava, e auguri di buon anno anche a te!!

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