Golosità & intelligenza

"Cosa c'è li?" chiede il tassista portandomi a Identità Golose Milano e io le faccio una capa tanta , raccontando del congresso internazionale di chef e la "cosa", che succede li. Chiacchieramo fino all'arrivo in via Gattamelata 5, gate 14 col tassista che puntualmente mi domanda "E tu perché ci vai?"

Ecco perché ci vado:

Salire le scale mobili del Cento Milano Congressi in quei giorni è come avvicinare la forchetta ad un piatto cosi ricco che il tentennamento per me è inevitabile. 
Da dove incomincio a gustarmelo? ma che me lo chiedo a fare? Da qualsiasi parte incominci è bello! 
Quest'anno avevo due obbiettivi deliziosi: Rodrigo Oliveira incontrato nel 2012 e Gaston Acurio, che mi piace cosi tanto, da intimorirmi nel chiederlo di farsi fotografare con me. 
Lo ammiro non per i suoi più di 40 ristoranti sparsi nel mondo, ma perché lui, attraverso la cucina, esercita un ruolo politico e sociale fondamentale  per i peruviani. 
Mi ha sbalordita KobeDesramults e la testa d'agnello tagliata in diretta. Ho molto apprezzato "Noi di Sala" e mi sono inorgoglita con Identità di Pizza. Gli interventi dei pizzaioli mi hanno fatto assaporare il lustro che la categoria acquisisce ogni volta che un bravo pizzaiolo spiega se stesso e il suo impasto.  
Con la pizzaiola Marzia Buzzanca

Ah! Che bocconcini prelibati, sono gli incontri con amici e conoscenti nei corridoi e soste relax! Tante belle cose in contemporanea da guardare, sentire, assaggiare, mani da stringere, gente da abbracciare, guance da baciare. 
Identità Golose è da gustare senza fretta, tanto è impossibile seguire ogni conferenza, presentazione, show cooking....  Correre in qua e in là rovinerebbe tutto. 
La cucina di Gaston Acurio con cevice e Rodrigo Oliveira con la mandioca, tubero regnate della cucina brasiliana, hanno portato su quel palco prestigioso lo street food dei poveri, con un orgoglio tale da farmi venire la pelle d'oca. 
Ho pranzato Thailandese (peperoncino come si piovesse), poi ho "fatto merenda" con le creazioni di Scabin che dava show di cucina al Bistrot Felicetti. In compagnia di ottimi amici, io mi gustavo le sue creazioni leccandomi le dita con la pasta da scarpetta in bagna calda e altri ingredienti, che in pochi avrebbero saputo assemblare cosi bene.
Le parole di Paolo Marchi, Ideatore di Identità Golose, per descrivere un bravo chef sono "...bravo a seguire l'evoluzione del gusto, bravo a capire le stagioni, bravo a circondarsi di collaboratori in gamba che esaltino il suo lavoro e non lo mortifichino..."
Parole sante e adatte a descrivere lo stesso autore di esse.
É il decimo anno che il Marchi e la sua squadra portano a Milano il meglio della gastronomia a livello mondiale, assemblando gli ingredienti giusti per deliziare i sensi di chiunque varchi la soglia di IG Milano. 
Perché ci vado? 
Ci vado perché nonostante tutto il cibo che ci gronda dagli schermi televisivi, la gastronomia è un pezzo importante di cultura. Il modo in cui il cibo viene mostrato a Identità Golosa purtroppo non è nazional-popolare, ma è commovente e intelligente. Ogni anno è diverso, ogni anno è migliore. 

Le parole sono farina del mio sacco. Le foto sono di @SarahScaparone, Christian Aureli, @tania-mauri, @identitagolose. Il video di  @dissapore.

Mary Valeriano

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