Sabato sera Milanese

La mia serata milanese pre Identità Golose (che racconterò nel prossimo post) è stato un divertentissimo sabato sera, iniziato con un giretto a Roialto con altri tre amici. Ho bevuto una pina colada più simpatica che buona, dentro a una noce di cocco, da cui spuntavano grandi pezzi di frutta degni dei copricapo di Carmen Miranda. Smangiucchiando la frutta della mia pina-colada-trash, chiacchieravo e osservavo le diverse postazioni in cui il cibo veniva servito dai camerieri-cuochi di origini Singalese. In una delle postazioni pendevano prosciutti Jamon Serrano come baldacchino; in un’altra trionfava una forma di Parmigiano Reggiano piena di risotto; in un’altra ancora c’erano gamberoni… Non ho visto tutte le postazioni, ma quel che mi è rimasto più impresso erano le tante persone in fila per farsi servire le pozione. Sembrava di vedere il modus operandi dei ristoranti self service, adattato allo stile happy hour. Abbiamo finito i nostri drink poi siamo andati verso la vera cena a Enocratia, un piccolo e raffinato ristorante, dove il enocratiavino è in primo piano e i clienti vengono coccolati sia dal proprietario sommelier Davide Mingiardi, che dallo chef Eugenio Boer.
Mi è sembrato un luogo dove si va per degustare sia cibo che vino amandolo e onorandolo devotamente, ma la nostra allegra combriccola formata da due toscani e due brasiliane si era scatenata in chiacchiere, cosi i raffinatissimi piatti e i vini hanno più volte rischiato di rimanere mere comparse alle nostre battute e risate, che
enocratia cena
enocratia cena milanospesso sovrastavano il jazz in sottofondo…
Abbiamo mangiato con le mani e gustato quelle pietanze che erano un piacere anche solo per la vista.
Davanti a noi hanno sfilato: aringa impellicciata con animelle; gnocchetti al limone con ragù di polpo, gelatina di zafferano e finocchietto; topinambur con castagne, cioccolato bianco e arance; zucca pastinaca e crema di caffè, piccola  pasticceria, pane fatto da loro… 
topinanbum enocratia
enocratia pre dessert
Vi dico senza pudori che non mi ricordo quali fra questi piatti fossero antipasto, primo, secondo predessert, dessert  e chi più ne ha più ne metta. Non ho nemmeno fotografato tutto…
Oh! Non è per niente semplice mangiare, ridere, parlare e allo stesso tempo fare la gastrofanatica!
enocratia eugenio boer gulash di tono
Una cosa pero, mi è certa: Quando ho assaggiato gulash di tonno rosso, con patate alla noce moscata e  spinaci (nella foto di fianco),  io e il mio piatto per un momento siamo diventati un’isola in mezzo mondo, quell’assemblaggio di sapori mi ha sedotto il palato. Ecco qualcosa che avrei voluto cucinare io! 

Mary Valeriano

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