IL PANE É CULTURA CHE SI MANGIA

Noi brasiliani siamo aperti e curiosi. Naturalmente attratti dal conoscere l'altro e di farci conoscere. Non ci spaventa il mischiarsi con la diversità dell'altro, tanto siamo noi stessi un miscuglio di razze, etnie... Cosa che spesso ci fa agire in modo autocelebrativo come se il mondo ci appartenesse...
Siamo multietnici per davvero. Tutte cose che messe assieme ci pongono (come popolo) all'avanguardia delle relazioni sociali internettiane e non... Sarà per questo che non sto mai zitta?
Spesso mi chiedono: "Cosa ci fai qui, in queste montagne? Te che vieni da Rio?!"dentro di me dico "Che palle... Ancora sta domanda?"
"Destino..." rispondo e rido... quando mi va.
Che la mia diversità rispetto agli altri causi stupore, può anche essere naturale, ma è innaturale che si ignori la ricchezza dello scambio d'idee col diverso da noi. Come brasiliana, sono passionale.
Il principio della passione ci porta a confonderci con quello che abbiamo attorno, con interesse e curiosità.
Io mi sono appassionata al luogo in cui vivo e facendo uso dalla mia smania brasiliana di socializzazione ho ideato un evento, PAN IERI, in cui raccontare questo luogo e perché no? Anche un pocchino di auto celebrazione di tradizioni e cultura di un luogo cui placidità rasenta l'inerzia, ma che ha tanto da mostrare.
Da molti mesi lavoro per fare in modo che qui, in questa frazione di montagna ci sia un evento di interazione fra singoli cittadini e aziende, il che è promuovere lo sviluppo del luogo in cui viviamo perché sia il pane che l'interazione sono primordialmente fondamentali

Mary Valeriano

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